Recensioni

domenica 27 novembre 2016

martedì 1 novembre 2016

Autumn Son(g)



Delle quattro, l'autunno è sempre stata la mia stagione preferita. 
Innanzitutto, è una stagione che prelude alle meraviglie dell'inverno, prima meraviglia lo sci, quindi è un periodo che io identifico con il termine "avvento" (non l'avvento al Natale, avvento alla stagione sciistica...). 
Poi in autunno si cessano tante attività che durante l'estate hanno fiaccato fisico e mente, come tagliare l'erba del prato o accompagnare la famiglia in vacanza. 
Infine, c'è la possibilità di riposare e dedicarsi a faccende tutt'altro che noiose. 
Perché questo preambolo? perché quest'anno, ancor più che negli altri, sono stato (quasi) costretto a "fermarmi" dalle attività, in primis il triathlon, e ho riscoperto il fascino dell'autunno.


mercoledì 28 settembre 2016

lunedì 26 settembre 2016

Crash!


Quando fai due gare di fila (qui e qui)senza particolari problemi, entri in uno stato mentale del tipo “son tranquillo, posso fare altre gare senza pensieri”. Ieri ho scoperto che questo è un errore madornale…

Domenica, gara di triathlon no draft a Jesolo piazza faro. Arrivo prestino e bello assonnato, la notte prima i bimbi hanno disturbato causa malanni vari, e soprattutto mia moglie mi ha svegliato di soprassalto causa incidente stradale davanti casa, mandandomi il battito in tachicardia e impedendomi di riprendere sonno per qualche ora.
alba verso jesolo
la spiaggia di partenza
Mi reco al bagno e scopro con sgomento di non essere diciamo “al top” dalle parti del colon. Decido comunque di andare avanti e faccio i soliti preparativi.

la canyon in zona cambio
Cigana in zona cambio
briefing tecnico
studio del percorso swim
Partiamo con acqua gelida (almeno si può mettere la muta) e controcorrente, al largo ci aspetta un’onda mica male, almeno per gli standard delle nostre spiagge.

Nuotiamo tutti con grande fatica (i tempi dei migliori lo confermeranno), praticamente ogni due metri fatti in avanti l’onda e la corrente ti buttano indietro di mezzo metro; inoltre, spesso prendendo fiato mi becco una secchiata d’acqua in faccia, e a volte non riesco a fermarla e ne bevo un po’. 

Nonostante tutte queste difficoltà, verso la metà del percorso mi accorgo che sto superando gente. Il primo pensiero è “com’è possibile???”, il secondo è “vai Daniel sei un grande”. Questa cosa mi dà una carica emotiva inaspettata, ed esco dall’acqua bello pimpante, pronto per una frazione bici da spaccare. In totale 43 minuti in acqua, record assoluto negativo, ma scoprirò che è andata così per tutti.

In bici parto bene, i battiti salgono un po’ ma non esageratamente, e inizio il percorso senza particolari problemi.

partenza bici dal T1
Verso il 10° km cominciano a farmi male i quadricipiti, e non capisco cosa succeda. Son costretto a rallentare, e a usare rapporti più corti. 
La gara continua, ed è molto diversa da Grado, dove sentivo di poter spingere molto di più ma non mi fidavo per paura di esaurire le energie in vista dell’ultima frazione. Qui proprio non riesco a menare i pedali, le gambe mi fanno proprio male, cominciano a darmi fastidio anche gli stinchi. Boh, chissà cosa succede.

Una stanchezza e spossatezza totale mi fa rallentare sempre di più e vado nel pallone. Non mi ricordo più quanti giri ho fatto, il tomtom segna poco più di 30 km e mi sto dirigendo verso la ZC, quindi quando arriverò sarò sui 35, i conti non tornano, in totale devono essere 40; cosa faccio? Nel frattempo le gambe chiedono pietà, e rallento ancora, battiti da allenamento in FL3. Che rabbia.



Giungo alla boa della ZC e come previsto il tomtom segna 36, non so cosa fare, allora riparto per fare un ultimo giro, ma per sicurezza chiedo a un ragazzo dell’organizzazione: niente, non sa niente. Fantastico. Vabbè, non rischio la squalifica e l’etichetta di imbroglione, mi faccio un giro in più. Ovviamente dietro non c’è più nessuno, sono l’ultimo coglione che si fa il percorso inutilmente, ma va bene così, gara buttata in vacca.
Certo che se avessero detto che i giri erano da 9 anziché da 10 km, forse sarebbero stati più onesti. Pazienza.

Arrivo alla zona cambio con 45 km sul groppone, e me la prendo molto comoda, tanto ormai non serve a niente affannarsi. Faccio le mie rimostranze ad un altro ragazzo dell’organizzazione, ma a lui non frega una mazza…giustamente.

Parto per la corsa parecchio incazzato e deluso, ma non tanto per l’errore tecnico, quanto perché quei dolori alle gambe non lasciano presagire niente di buono. E infatti…dopo duecento metri mi arrivano delle sciabolate agli stinchi e ai polpacci, non riesco neanche ad atterrare bene sul mesopiede, mi tocca tallonare a ritmo blando, il cuore cala inesorabilmente e mi ritrovo sui 150 battiti, probabilmente il ritmo adesso sarà un FL3. Roba da chiodi.

Avanzo affannosamente cercando di non sentire il dolore lancinante, ma è una cosa veramente fastidiosa, molto di più del male al fianco che avevo patito a Grado. Tutto il mio corpo chiede di fermarsi e camminare, ma non mollo.

Comincio a fare training autogeno: “Daniel, tu sei un triatleta, non puoi camminare adesso. Hai a disposizione tutta la vita per camminare e per riposarti sul divano, ma adesso non è il momento, cazzo!!! Datti una mossa, devi farcela, devi arrivare al traguardo! Mancano pochi metri e hai finito la terza gara di quest’anno, l’obiettivo minimo che ti eri prefissato! Dai!!!”.

Guardo l’orologio e ho fatto 2 km, me ne mancano 8. No, non ce la faccio, fa troppo male. Rallento ancora e i battiti ormai sono sotto il FL1, forse vado più veloce se cammino. Il tempo non passa mai, mi sembra di correre da diverse ore, mi obbligo a non guardare l’orologio e nel frattempo chiudo il primo giro; devo farne altri tre, non so con quali gambe ma vado avanti.

Il dolore adesso è diventato un compagno rompicoglioni, è lì ma se non ci penso forse riesco a correre piano piano come quando sono sull’ostiglia. Vado avanti per inerzia, ogni tanto sulle salitelle cammino, ma solo un istante per non fare peggio.

Piano piano, con una lentezza inesorabile, finisce il secondo giro; bene sono arrivato a metà, forse se continuo così piano posso finirla prima che chiuda il tempo limite.

Il dolore è sempre lì a ricordarmi che non posso andare più forte di così. E pensare che dopo una frazione bici fatta passeggiando, avrei potuto sparare 10 km al FV1 senza problemi!!!!

Ormai mi sto trascinando, siamo pochi rimasti, forse due o tre persone dietro di me al massimo. Arriva il 6° km e non ho quasi speranze, so che non posso tenere botta per altri 4, vorrebbe dire sfasciarsi i polpacci.

Sto pensando a cosa fare, magari ritirarmi, e improvvisamente… IL DOLORE NON C’E’ QUASI PIU’!!! mi sembra impossibile, cerco di capire cosa sta succedendo, adesso cosa faccio?
Provo ad accelerare un po’, mi fermo intorno ai 150 battiti per sicurezza, e aspetto: tornerà? No, non torna, le gambe girano a mille, non sento più stanchezza.

Accelero ancora e mi porto intorno ai 160, sto volando rispetto a prima, i km passano veloci, sono già a 7,5 e comincio l’ultimo giro, mi sembra un sogno!
In alcuni punti esagero e vado oltre 165, poi rallento un po’ per evitare danni, ma sento che sto andando veramente come un treno, il dolore praticamente non esiste.
Dietro di me arrivano altri che viaggiano più o meno al mio ritmo, chiudiamo la gara assieme, mi sento veramente un drago, son riuscito a finirla nonostante 6 chilometri di agonia.


Che dire? Forse quella sosta in bagno doveva farmi capire che non era la giornata giusta, ma in fin dei conti più di metà gara è andata molto bene; resta quel dolore e stanchezza assurdi nella bici e nei primi km di corsa, che probabilmente sono imputabili a una forma fisica non del tutto a posto.

Nonostante questo, sono riuscito a recuperare i 6 km di FL e ho concluso con solo un minuto in più di grado.
Putroppo la bici è vergognosa, anche guardando solo i primi 36 km comunque il tempo sarebbe troppo.
Il nuoto invece una grande rivincita, un tempo tutto sommato congruo rispetto alle difficoltà oggettive che tutti hanno dovuto affrontare.

Questa è l’ultima gara di stagione, e dell’anno per quanto riguarda il triathlon, comunque il bilancio lo farò a san silvestro.








sabato 3 settembre 2016

Nessun Grado di separazione

E così, anche questa volta, è arrivato il gran giorno della gara di Grado.

Ieri ho finito il ciclo di antibiotico e il braccio ormai è guarito, purtroppo son rimasto una settimana abbondante senza allenarmi del tutto, e solo giovedì sono riuscito a fare una corsetta seria. altro che tapering, scarico e balle varie. boh speriamo bene.

ieri sera elisa ha dato forfait, devo andare da solo come un cane, nessun problema, sono abituato.



sabato 27 agosto 2016

Nido di Vespe

Giovedì sera, ultimi preparativi per il mare.

mi viene in mente (Daniel ma quanto idiota che sei...) di cambiare l'olio alla macchina.

per farlo devo alzarla in qualche modo, e il modo che ho utilizzato già altre volte è mettere un paio di pilastrini di cemento per terra.

vado quindi a prendere i pilastrini, ormai è buio.

faccio rotolare il primo per terra.

vado a prendere il secondo.

lo sto alzando quando "ahia", sento una puntura sull'avambraccio destro. che male!



domenica 21 agosto 2016

I segreti di Fassaback Mountain


Come ogni anno, in agosto si va al fresco, e non parlo di galera. 
Anche questo 2016 è all’insegna della Val di Fassa, e quindi riporto le fasi salienti per non dimenticare.



domenica 31 luglio 2016

Sabato Pomeriggio

Chiudo il mese di Luglio con il primo “lungo” in bici dell’anno, direi che sono in ritardo di almeno 3 mesi, vabbé amen.
Ore 16:00, 35° Celsius, butto nella borraccia aerodinamica un quantitativo notevole di cubetti di ghiaccio, poi riempio con acqua. Faccio lo stesso con la borraccia termica sull’obliquo, tre cucchiaini di integratore e acqua. Basteranno??? Boh.
L’intenzione sarebbe andare a Fusina e ritorno, possibilmente tenendo al massimo il FL3, 138 bpm,  il problema è che alle 20 devo essere a casa, docciato, vestito e pronto per andare al compleanno di mio suocero. Ce la faranno i nostri eroi ecc…ecc…? boh.


domenica 17 luglio 2016

Il 2016 non sarà l'anno del mezzo iron

Nel primo post del 2016 (nonché primo post di questo blog), mi chiedevo, facendo gli scongiuri, se questo sarebbe stato il fatidico anno del mezzo iron.



sabato 18 giugno 2016

2001 Odissei (*) nel lago di Garda


E così, ecco arrivato il fatidico giorno della gara di Bardolino.

Terza gara a cui mi sono iscritto quest'anno, speriamo che almeno questa si possa disputare e soprattutto finire.


domenica 29 maggio 2016

Black Rain (Pioggia sporca)

Sto tornando a casa da Lovadina, e ho un freddo cane. la gara? bè, diciamo che io ho fatto quello che ho potuto.
ma andiamo con ordine.



lunedì 9 maggio 2016

Two nights (and 3 days) in Paris

Venerdì mattina ore 04:00 sveglia (argh!),  si parte da Venezia, volo ok, a Teresa piace.

monte bianco dall'alto


sabato 30 aprile 2016

Walking in my shoes

un piccolo errore di lavaggio (della lavatrice, vecchia e probabilmente malfunzionante) può causare danni irreversibili. quindi, addio kinvara4, benvenute solana2

kinvara4 distrutte dal lavaggio

solana2 comprate oggi

domenica 24 aprile 2016

lunedì 18 aprile 2016

Thick as a brick (2)


Sabato 16 aprile, ultimo combinato pre-gara, devo cercare la prestazione per vedere dove sta il limite.
Quindi nella bici terrò una frequenza compresa fra il FM2 (153 bpm) e il FV1 (163 bpm), sperando di arrivare fresco alla fine.


giovedì 14 aprile 2016

Thick as a brick*

Primo combinato su strada (in inglese “brick”)…
…del 2016;
…dalla gara del 30 settembre 2014;
…con bici TT;
…con TomTom gps;
…con fascia Polar;

la cronaca.


domenica 27 marzo 2016

La febbre del sabato mattina (e pomeriggio)

Quando a metà febbraio ho iniziato il programma “dalle elementari all’università del running” ho capito subito che avrei dovuto svolgere l’allenamento lungo il fine settimana, perché all’epoca scendevano freddo e oscurità molto presto (quindi non potevo correre la sera) e in pausa pranzo non ho il tempo sufficiente.


venerdì 4 marzo 2016

In mezzo scorre il fiume

Bilancio di questo mese: ho corso più spesso, ma su distanze minori, praticamente son ripartito da zero. un primo ciclo con due settimane di carico, una di scarico, un lungo ogni tanto per testare eventuali problemi. sessioni da 2/3 km. 


domenica 21 febbraio 2016

Una serie di fortunate coincidenze

Non tutte le mattine si può vedere il sole appena sorto all’orizzonte.

Per esempio, d’estate bisognerebbe alzarsi ad orari improponibili. In autunno, fra nebbia e cielo coperto è ancora più difficile.

Se poi c’è umidità nell’aria, come in primavera, il disco solare ha dei contorni frastagliati e non è nitido come dovrebbe.


domenica 17 gennaio 2016

Attenti a quei due (sulla ciclabile)

Oggi finalmente la prima corsa su strada dopo più di 8 mesi, accompagnato da Teresa in bici.
Teresa first time in road

lunedì 11 gennaio 2016

Can you hear me major Dave?




Dice Wiki che nel giugno del 1972 usciva nei negozi di dischi "The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars", quinto album in studio del venticinquenne David Bowie.

Nel giugno del 1997 (questo non lo dice wiki) due ventenni aspiranti chitarristi si trovavano a suonare provare a suonare alcune canzoni, fra cui anche "Ziggy Stardust". In quel momento per me Bowie era Under Pressure, Jareth il re dei Goblin e poco altro sentito alla radio. Non sapevo niente di Ziggy, del maggiore Tom e della trilogia berlinese. Avrei imparato dopo.

Sono passati poco più di diciotto anni da quell'estate; oggi salgo in macchina, accendo la radio e sento alcune note che conosco bene, e la speaker che dice "che lacrime nel risentirla". E penso: NUOOOOOOOO!!!
Quando capisco cos'è successo, la seconda cosa che mi viene in mente sono quei due ragazzi, cioè io e Valerio, con lui che provava a suonare Ziggy sulla Les Paul.

In tutto questo, cosa c'entra il titolo con il riferimento a Space Oddity? Niente, è solo che oggi la prima cosa che mi è venuta in mente è il maggiore Tom che guarda la terra blu mentre si allontana verso lo spazio infinito.

planet earth is blue and there's nothing i can do


giovedì 7 gennaio 2016

Cronaca di una sciata annunciata

Prima sciata dell’anno solare (2016) e…prima sciata dell’anno sciistico (2015/2016). Cosa più unica che rara, ma la neve non arrivava e io odio sciare su una striscia bianca in mezzo al marrone.
Partecipanti io, mia figlia e mio nipote.


martedì 5 gennaio 2016

Dejà vu – Corsa contro il cronometro


Quando ho cominciato la prima volta ad allenare la frazione di corsa, più o meno a Novembre 2013, non sapevo cosa volesse dire “correre a 5:30 al chilometro”.



sabato 2 gennaio 2016

2016 - L'anno del mezzo iron?

questa è una motivazione eccezionale
Il 2015 doveva essere l'anno del mezzo iron, ed è finito con gare fatte=zero.
Quindi per questo nuovo anno, meglio mettere il punto di domanda in modo da scongiurare la sfiga.
E si riparte.

Allenamento di oggi
Ciclotrainer 45 minuti
Tapis roulant 3 km