Recensioni

lunedì 18 aprile 2016

Thick as a brick (2)


Sabato 16 aprile, ultimo combinato pre-gara, devo cercare la prestazione per vedere dove sta il limite.
Quindi nella bici terrò una frequenza compresa fra il FM2 (153 bpm) e il FV1 (163 bpm), sperando di arrivare fresco alla fine.






Allestisco la ZC in macchina come al solito, e parto tranquillo, dopo un paio di chilometri comincio a spingere. Il  battito sale e si assesta sui 158, non ho impostato la velocità (apposta) sul tomtom quindi non ho idea di quanto stia andando forte. O piano. Lo scoprirò quando scaricherò i dati.

Preso dalla foga, imbocco una strada che mi sembra pianeggiante, l’ideale per simulare il piattone che farò al Cavallino, e macino asfalto.

Mi rendo conto troppo tardi, ormai al 15° km, che la strada è troppo trafficata; semafori, rotatorie, paesini, con camion e autobus che mi sfiorano. Non riesco a concentrarmi, quando trovo il ritmo devo fermarmi perché davanti qualcuno frena. Non posso neanche stare sulle prolunghe, troppo rischioso.
Arrivo a 20 km e torno indietro, e fortunatamente il traffico diminuisce un po’, qualche semaforo rosso spezza il ritmo ma in qualche modo torno alla macchina, buttando dentro anche un paio di chilometri aggiuntivi per recuperare il riscaldamento iniziale.

T1 al massimo della velocità possibile, e parto a correre. Buone sensazioni, non ho il trauma del combinato. I battiti salgono verso 160 poi scendono un po’, resto sui 158 anche qui, penso che potrei farcela a tenerli per i 10 km.

Tutto fila liscio fino al 7° km poi la crisi totale. Probabilmente i 158/160 sono troppi da tenere su una distanza così, e ho finito la benzina. Prendo un gel giusto per provare anche quello, che poi in gara magari serve, ma non mi fa proprio nulla, serbatoi vuoti. Finisco gli ultimi 3 km stando intorno ai 140 battiti, di più non scende neanche camminando, il passo al km sale vertiginosamente e mi vergogno un po’, ma fortunatamente ho scelto una strada deserta e nessuno mi vede arrancare.

Finisce così, con un po’ di amaro in bocca, ma ovviamente tutto serve in ottica gara: adesso so che se voglio stare sui 160 bpm per la frazione bici poi devo per forza calare in corsa, probabilmente non dovrò superare i 153 che è il FM2.


CONSIDERAZIONI SPARSE
Sabato non ho provato niente di nuovo (tranne il gel), ho fatto praticamente tutto uguale al combinato precedente salvo i ritmi, e ho visto che in bici grossi problemi non ce ne sono. La corsa dopo la bici è sempre meno performante rispetto alle uscite singole, questo ovviamente è il rovescio della medaglia del triathlon, io sono all’inizio delle “elementari” nel running quindi mi accontento del mio passo (ridicolo…).
Per il tapering credo che aspetterò giovedì, una gara così corta non necessita uno scarico esagerato. 

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