Recensioni

domenica 24 aprile 2016

It’s raining, man. (halleluja? no grazie)


Jesolo by rain
Domenica 24 Aprile, ore 11.10, sto tornando a casa dal Cavallino. E la gara? Facciamo un passo indietro.







Sabato 23 Aprile, mattina.

Fervono i preparativi: 
Mettere tutta la roba per la gara nello zaino, cercando di non dimenticare niente. 
Mettere tutta la roba per eventuali allenamenti pre-gara nello zaino, cercando di non dimenticare niente.
Mettere tutta la roba per passare la notte e il giorno seguente fuori casa, cercando di non dimenticare niente.

Ovviamente la famiglia non viene, le previsioni sono di pioggia cattiva/temporali/uragani per il sabato pomeriggio, e nuvoloso/pioggerellina la domenica mattina (con possibilità di schiarite nel pomeriggio) quindi dice la moglie che lei non viene a bagnarsi. Vabbè, peccato, vado da solo.

Nel pomeriggio fa capolino il sole, di uragani neanche l’ombra.
La sera arriva una pioggia seria, ok avranno sbagliato.

Domenica 24 aprile, mattina.
Guardo fuori dalla finestra e mi prende un colpo: cielo nero, pioggia a secchi, vento fortissimo. E la pioggerellina/schiarite? Forse hanno cannato di brutto? Forse hanno dovuto mettere non proprio brutto per non scontentare gli albergatori? Mah…

Carico la roba in macchina e fa un freddo porco.
Do un’occhiata a diversi siti meteo, adesso le previsioni sono di pioggia battente per tutto il giorno, accompagnata da vento forte e freddo. Temperatura percepita 6°. Ammazza che cambio di rotta. Altro che pioggerellina e schiarite…

Vado lo stesso al Cavallino, arrivo alle 10.00 e praticamente non c’è ancora nessuno. Fantastico.
Passo a ritirare il pacco gara e qualcuno c’è, ci si sta organizzando.

Torno in macchina, il termometro segna 11°, devo accendere il riscaldamento. Fra 2 ore ci sarebbe la gara, io sto facendo un blocco di stomaco.

Aspetto una mezz’ora poi torno in zona segreteria, teoricamente a quest’ora dovrebbe aprire la ZC, ma non si vede nessuno. Cerco qualche faccia nota ma non conosco nessuno. Torno in macchina.

Alle 11.00 vado a controllare di nuovo, si è fatta su un bel po’ di gente, molti sono pronti e girano in body ma il meteo è quello che è. Trovo un mio compagno di squadra, andiamo a dare un’occhiata all’acqua nel canale, mi riparo dalla pioggia con l’ombrello e a un certo punto arriva una raffica di vento così forte che lo spacca. Ah beh, allora…

Torniamo indietro e ci sono dei ragazzi dell’organizzazione che parlano, vado a sentire. Dicono che vento e pioggia sono troppo pericolosi per la frazione bike, quindi al 99% si farà acquathlon. A me l’acquathlon fa schifo, purtroppo.

Torno alla macchina e telefono a casa, spiego tutto e decido.

Ore 11:10 sto tornando a casa dal Cavallino. E la gara? Niente gara. Sarà per la prossima.
Ora non resta che cominciare a prepararsi per Lovadina.

Lamentele/rimpianti/scazzi vari:
  1.  Se il meteo non avesse cannato così di brutto, sicuramente sarei rimasto a casa con la famiglia.
  2. Questa era l’unica gara NO DRAFT del 2016 in veneto, cioè l’unica possibilità di usare la TT. Questo significa diverse cose: A) quest’anno l’unica gara con la TT sarà l’Austria, uno spreco non da poco; B) in Austria mi troverò a fare la mia “gara obiettivo 2016” senza aver potuto provare la TT in almeno una gara “minore”; C) in tutte le gare fino all’Austria dovrò sputare sangue in bici e arrivare comunque fra gli ultimi perché i grupponi che escono in fretta dall’acqua viaggiano a 40 km/h in scia senza far fatica e non è possibile andarli a prendere.
  3. Il Cavallino era una gara già fatta, che quindi conoscevo e dove potevo star tranquillo almeno dal punto di vista della logistica.
  4. Il Cavallino era la gara che mi era piaciuta di più delle tre fatte nel 2014, per rifarla devo aspettare un anno.
  5. Io mi sono avvicinato al triathlon dalla bici, e per me la frazione bike E’ il triathlon stesso. Se non c’è quella, non c’è la gara. Anche perché è l’unica dove mi difendo abbastanza con i tempi; nelle tre gare del 2014 è stata l’unica frazione dove sono arrivato intorno a metà classifica, perché nuoto e corsa sono sempre fra gli ultimi. Quindi che soddisfazione avrei potuto avere con l’acquathlon? Di prendere freddo e spaccarmi per arrivare magari ultimo?
  6. Piangere sul latte versato non serve a nulla. Ho scelto uno sport in cui le gare sono rigorosamente all’aperto, quindi “hai voluto la bici? Adesso pedala!” calza a pennello. Purtroppo al meteo non si comanda.
  7. Ok, basta, mi son rotto.


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