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| Jesolo by rain |
Sabato 23 Aprile, mattina.
Fervono i preparativi:
Mettere tutta la roba per la gara nello zaino, cercando di non dimenticare niente.
Mettere tutta la roba per eventuali allenamenti pre-gara nello zaino, cercando di non dimenticare niente.
Mettere tutta la roba per passare la notte e il giorno seguente fuori casa, cercando di non dimenticare niente.
Ovviamente la famiglia non viene, le previsioni sono di pioggia cattiva/temporali/uragani per il sabato pomeriggio, e nuvoloso/pioggerellina la domenica mattina (con possibilità di schiarite nel pomeriggio) quindi dice la moglie che lei non viene a bagnarsi. Vabbè, peccato, vado da solo.
Nel pomeriggio fa capolino il sole, di uragani neanche l’ombra.
La sera arriva una pioggia seria, ok avranno sbagliato.
Domenica 24 aprile, mattina.
Guardo fuori dalla finestra e mi prende un colpo: cielo nero, pioggia a secchi, vento fortissimo. E la pioggerellina/schiarite? Forse hanno cannato di brutto? Forse hanno dovuto mettere non proprio brutto per non scontentare gli albergatori? Mah…
Carico la roba in macchina e fa un freddo porco.
Do un’occhiata a diversi siti meteo, adesso le previsioni sono di pioggia battente per tutto il giorno, accompagnata da vento forte e freddo. Temperatura percepita 6°. Ammazza che cambio di rotta. Altro che pioggerellina e schiarite…
Vado lo stesso al Cavallino, arrivo alle 10.00 e praticamente non c’è ancora nessuno. Fantastico.
Passo a ritirare il pacco gara e qualcuno c’è, ci si sta organizzando.
Torno in macchina, il termometro segna 11°, devo accendere il riscaldamento. Fra 2 ore ci sarebbe la gara, io sto facendo un blocco di stomaco.
Aspetto una mezz’ora poi torno in zona segreteria, teoricamente a quest’ora dovrebbe aprire la ZC, ma non si vede nessuno. Cerco qualche faccia nota ma non conosco nessuno. Torno in macchina.
Alle 11.00 vado a controllare di nuovo, si è fatta su un bel po’ di gente, molti sono pronti e girano in body ma il meteo è quello che è. Trovo un mio compagno di squadra, andiamo a dare un’occhiata all’acqua nel canale, mi riparo dalla pioggia con l’ombrello e a un certo punto arriva una raffica di vento così forte che lo spacca. Ah beh, allora…
Torniamo indietro e ci sono dei ragazzi dell’organizzazione che parlano, vado a sentire. Dicono che vento e pioggia sono troppo pericolosi per la frazione bike, quindi al 99% si farà acquathlon. A me l’acquathlon fa schifo, purtroppo.
Torno alla macchina e telefono a casa, spiego tutto e decido.
Ore 11:10 sto tornando a casa dal Cavallino. E la gara? Niente gara. Sarà per la prossima.
Ora non resta che cominciare a prepararsi per Lovadina.
Lamentele/rimpianti/scazzi vari:
- Se il meteo non avesse cannato così di brutto, sicuramente sarei rimasto a casa con la famiglia.
- Questa era l’unica gara NO DRAFT del 2016 in veneto, cioè l’unica possibilità di usare la TT. Questo significa diverse cose: A) quest’anno l’unica gara con la TT sarà l’Austria, uno spreco non da poco; B) in Austria mi troverò a fare la mia “gara obiettivo 2016” senza aver potuto provare la TT in almeno una gara “minore”; C) in tutte le gare fino all’Austria dovrò sputare sangue in bici e arrivare comunque fra gli ultimi perché i grupponi che escono in fretta dall’acqua viaggiano a 40 km/h in scia senza far fatica e non è possibile andarli a prendere.
- Il Cavallino era una gara già fatta, che quindi conoscevo e dove potevo star tranquillo almeno dal punto di vista della logistica.
- Il Cavallino era la gara che mi era piaciuta di più delle tre fatte nel 2014, per rifarla devo aspettare un anno.
- Io mi sono avvicinato al triathlon dalla bici, e per me la frazione bike E’ il triathlon stesso. Se non c’è quella, non c’è la gara. Anche perché è l’unica dove mi difendo abbastanza con i tempi; nelle tre gare del 2014 è stata l’unica frazione dove sono arrivato intorno a metà classifica, perché nuoto e corsa sono sempre fra gli ultimi. Quindi che soddisfazione avrei potuto avere con l’acquathlon? Di prendere freddo e spaccarmi per arrivare magari ultimo?
- Piangere sul latte versato non serve a nulla. Ho scelto uno sport in cui le gare sono rigorosamente all’aperto, quindi “hai voluto la bici? Adesso pedala!” calza a pennello. Purtroppo al meteo non si comanda.
- Ok, basta, mi son rotto.

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