Recensioni

domenica 21 agosto 2016

I segreti di Fassaback Mountain


Come ogni anno, in agosto si va al fresco, e non parlo di galera. 
Anche questo 2016 è all’insegna della Val di Fassa, e quindi riporto le fasi salienti per non dimenticare.





Arrivo il venerdì sera dopo 4 ore di macchina, troviamo un freddo boia (15°) e neve in piazza a canazei per una manifestazione di snowboard, che ovviamente ci perdiamo in quanto dobbiamo scaricare i bagagli. Segue gelato perso per chiusura locali (alle 10.30) e incazzatura lieve.
rimozione neve piazza canazei, agosto (!)

Sabato grigliata al Pian Trevisan e giochi vari, poi parco giochi e tentativo di noleggio e-bike ma non ce ne sono più, quindi io e mio nipote si opta per bici normali la domenica mattina, con la speranza di rinviare il giro “serio”  a giovedì/venerdì.

Domenica giro con mountain bike scrause, la mia manifesta un piccolo difetto in salita (la catena si infila fra pignone e ruota) che rovina un po’ le cose, comunque portiamo a casa mezza giornata di divertimento,
sentiero da Pera di Fassa verso il Buffaure
coronata da guado del torrente, di cui esiste un video da qualche parte.

Magnata al ristorante e poi sagra di paese.


Chiudiamo la giornata con parco giochi e saluti a mia sorella che porta a casa cognato e nipote.

Per lunedì programmiamo gita al contrin e fila via tutto liscio, prima escursione “seria” di Teresa che si è comportata benissimo e anche Eric ha visto posti nuovi dalla sua poltrona di prima fila.
(Foto varie)


Martedì riposo con parco giochi Campitello, ma per me allenamento quasi serio con un’oretta (splittata in due) di FL1, mi accontento perché comunque qui a 1500 il cuore batte un po’ troppo.

Mercoledì organizzo una nuotata al lago di Caldaro, e ci esce un giorno di gita, molto bello e molto divertente, a cui si aggregano anche mia sorella e mio nipote.
(foto lago)



Verso sera breve giro in pattino per accontentare Teresa


Breve causa pioggia

E rientro a canazei.

Il giovedì ci organizziamo per un’escursione Gardeccia-Vaiolet, con pulmino per il primo tratto. I partecipanti sono io, Teresa, i miei nipoti e mio papà.
Partiamo bene, Teresa abbastanza convinta, ma arriviamo troppo presto, e di tornare indietro non ha voglia nessuno.



Dato il divieto tassativo per il Re Alberto, decidiamo di proseguire fino al Rifugio Passo Principe e poi lì vedremo il da farsi, nel tragitto Teresa sente la fatica ma non molla, e giunti a questa seconda meta


 ci vien voglia di provare ad arrivare al passo Antermoia; l’intenzione è quella di tornare indietro per la medesima strada, ma una volta arrivati allo scolmo



Teresa manifesta paure ancestrali e così prendiamo la decisione sofferta di scendere all’antermoia e da lì tornare alla macchina via val Udai, percorso già fatto da me e mio papà in passato, anche se molto lunga.
Purtroppo al passo i telefoni non hanno campo, quindi dovremo comunicare la variazione di percorso alle donne più tardi. Questo causerà una serie di problemi.



Scendiamo e purtroppo il sentiero ci rallenta molto, più che altro per Teresa che non si fida a tenere un passo veloce. Troviamo anche un piccolo nevaio



Che serve a distrarre i più giovani dalla fatica, poi Teresa fa qualche capriccio e mi ricatta, così son costretto a promettere di fermarci al rifugio (antermoia) a mangiare qualcosa di caldo.
Arriviamo nella piana dell’antermoia, e il panorama roccesco



con annesso lago



ci rinfrancano un po’ e ci danno la forza di arrivare al rifugio



Dove facciamo giusto in tempo a ordinare qualcosa prima della chiusura cucina.
Ripartiamo a stomaco pieno e seguiamo il programma, discesa su roccia fino al passo ciaregole



e poi breve tratto su prato con un sacco di marmotte, per la gioia di Teresa e anche nostra. Nel frattempo i telefoni portano la notizia alle donne e qui si scatena il putiferio, ma riesco a gestirlo con nonchalance (---) e proseguiamo tranquilli.

Imbocchiamo la val Udai, il primo tratto su sentiero difficile non finisce mai, a un certo punto si fa anche molto bagnato quindi scivoloso, dobbiamo rallentare molto.



Nel frattempo passano le ore, e le telefonate si sprecano, ormai abbiamo capito che giunti a casa avremo carne in abbondanza.
Finalmente giungiamo nel bosco, qui si può accelerare e scendiamo in fretta di quota, ma siamo ancora molto alti.
Arriveremo all’auto poco prima delle 19.00, eravamo partiti dal Gardeccia alle 11.00 (!!!) quindi abbiamo fatto un gran bel giro. Le previsioni di pioggia per il pomeriggio hanno cannato di brutto, tutto a nostro favore.

Rientriamo in appartamento e si scatena la guerra, ma le donne chiedono pizza e non ci tiriamo certo indietro, finisce così la grande giornata di escursione, la più lunga per Teresa, Jennifer e Nicholas, che si sono comportati veramente benissimo. Mio papà ha un po’ sofferto il passo lento in discesa, ma d’altronde Teresa ha 8 anni e ha fatto veramente un’impresa, considerando che a quell’età nessuno della nostra famiglia aveva mai fatto un giro del genere.

Venerdì abbiamo le e-bike prenotate, io e mio nipote facciamo il giro dell’anno scorso con destinazione passo duron, e grazie alle batterie riusciamo a scolmare sull’Alpe di Siusi, panorama spettacolare


Ci dirigiamo al rifugio Zallinger e troviamo un magnifico sentiero in discesa, che mette a dura prova le nostre abilità tecniche, ma ci fa anche divertire un sacco.
Torniamo indietro a velocità massima, e ci facciamo tutta la Val Duron in una discesa infinita che scalda bene i freni a disco e fa sobbalzare le sospensioni, una goduria immane. Giorno da ricordare.

Sabato si torna a casa, valigie e quattro ore di macchina, ma per non far esplodere i timpani a Eric sul fedaia questa è l’unica alternativa.

Vacanza finita, lunedì si torna al lavoro.

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