Recensioni

martedì 5 gennaio 2016

Dejà vu – Corsa contro il cronometro


Quando ho cominciato la prima volta ad allenare la frazione di corsa, più o meno a Novembre 2013, non sapevo cosa volesse dire “correre a 5:30 al chilometro”.




Ovviamente sapevo che quel  5:30 sono i minuti e i secondi che si impiegano a percorrere un chilometro,  quello che non sapevo era quanto difficile fosse farlo per una persona che non l’aveva mai fatto in vita sua.

Il bello della situazione era che non mi importava nulla di quanto veloce riuscissi a correre, perché non sapendo quali erano i miei limiti e le mie possibilità (e soprattutto non avendo un gps al polso), andavo “a cazzocaso” guardando solo che il cuore non sforasse i limiti, e solo dopo aver completato una sessione, calcolavo il tempo al chilometro facendo una media.

E spesso gioivo di aver corso a 6.30/km per 1, poi 2, poi 5 chilometri, e a un certo punto ho cominciato a correre per 10 e anche 15 chilometri di seguito, con medie che nell’ultimo periodo prima dell’infortunio arrivavano intorno ai 5:30 al chilometro. Un percorso che sostanzialmente è stato di scoperta, di gioia (fatta salva la periostite tibiale, ma questa è un’altra storia…).

Adesso che sto riprendendo, mooolto lentamente, queste abitudini, e dopo 2 mesi sono ancora sul tapis roulant a fare i 2 max 3 chilometri, è una tristezza infinita vedere quanta fatica facciano gambe e cuore anche solo dopo dieci minuti a 6:00/km. Quei dieci minuti a 6:00/km che un anno fa erano il riscaldamento prima di correre veramente.

Sì, questo dejà vu è proprio di una tristezza infinita. Perché io adesso SO che posso correre quindici chilometri a 5:30. Questa è la differenza.

Poi c’è questo dolore costante al tibiale esterno che due anni fa non ricordo di avere mai avuto (però allora correvo con scarpe da natural running, e avevo  ben altri problemi, e sinceramente non mi pento di aver lasciato lì quelle scarpette a prendere la polvere), che mi blocca dopo poco e non riesco più a proseguire. Credevo fosse una cosuccia passeggera e invece va avanti da parecchio. Mah.

Questo weekend, meteo permettendo, provo a fare qualche chilometro su asfalto, magari misto camminata/corsa, e al termine farò gli esercizi del posturologo per il problema di appoggio del piede. Vediamo cosa succede.

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