sabato 18 giugno 2016
2001 Odissei (*) nel lago di Garda
E così, ecco arrivato il fatidico giorno della gara di Bardolino.
Terza gara a cui mi sono iscritto quest'anno, speriamo che almeno questa si possa disputare e soprattutto finire.
Inizialmente l'idea era di andare tutta la famiglia, io mia moglie e i bambini, come anche a Lovadina, ma evidentemente quest'anno gira un po' di sfiga, e Eric si è preso qualcosa, forse sesta malattia forse solo un po' di tosse, ed è meglio rimanga a casa con la mamma.
Teresa invece mi accompagna, e per l'occasione vengono anche i miei, che amano il lago di Garda e vogliono assistere alla gara.
Arriviamo un po' tardino per via del traffico e cominciano i preparativi, qui di gente ce n'è veramente tanta, parlano di 2000 partenti, per me è una novità, comunque in qualche modo la logistica funziona (tranne per il fatto che ci sono ben 1 (un) bagno maschi e 1 (uno) femmine per tutti gli atleti...). la giornata è di sole e si prevede bella calda, c'è già qualcuno in lago che prova il percorso.
Lascio la famiglia in un posticino tranquillo con sdraio e prato vicino alla zona di partenza del nuoto, e mi cambio, i minuti passano veloci e mi ritrovo ad aver fatto pochi km di bici (un traffico tremendo...) che son già le 11.00, rientro in fretta e faccio gli ultimi preparativi prima di portare tutto in zona cambio.
La ZC è veramente enorme, c'è il famoso soppalco di cui avevano parlato, ma il mio posticino è al piano terra, e per fortuna all'ombra. incrocio i ragazzi della squadra, poi mi metto la muta e vado a provare l'acqua; è abbastanza caldina, ma fortunatamente c'è muta facoltativa quindi almeno quello è un vantaggio.
cominciano a partire le prime batterie, donne in primis, e già si capisce che dovremo aspettare un sacco sotto il sole, perché in totale sono 12, e io sono nelle ultime. vabbè, è comunque uno spettacolo veder partire in acqua gruppi da 200 atleti uno dopo l'altro, sembra un video dell'iron man.
parto anch'io e per fortuna non provo quella sensazione schifosa che avevo avuto a lovadina, qui tutto fila liscio, ovviamente nuotare in questo lago con una giornata così soleggiata e tersa è fantastico, quando tiri fuori la testa dall'acqua per prendere aria vedi le montagne e la costa, bellissimo.
la frazione sembra non finire mai, questo perché io e il nuoto non siamo compatibili, ma io lo so e quindi mi godo il paesaggio mentre piano piano mi sfilano tutti, addirittura verso la fine mi sorpassano un paio di atleti della batteria partita diversi minuti dopo la mia, nessun problema, me la prendo con filosofia.
esco dall'acqua e ci sono due ragazzi ad aiutarmi, anche qui organizzazione impeccabile, breve corsetta fino alla ZC e poi un po' di fatica per trovare la bici. perdo un sacco di tempo a sfilare la muta, sta stronza si impiglia anche nel chip, e poi vado nel pallone. mi allaccio il casco ma poi mi ricordo di dover infilare gli occhiali, metto l'orologio sul manubrio ma non riesco a chiudere il cinturino...tutti secondi persi per niente, ma sì dai, sono qui per divertirmi.
parto in bici e rischio di cadere perché quelli davanti inchiodano: ma che fate? ah ecco, son quelli che tengono le scarpe ai piedi e poi devono agganciare... ragazzi nel triathlon le scarpe da bici vanno fissate ai pedali con gli elastici, eccheccazzo se volete fare ciclismo andate a fare una granfondo!!!
ok, per fortuna salgo e parto, mi aspetto una bella pedalata quindi mi rilasso, il body si asciuga e finalmente il polar riesce a trasmettere il battito all'orologio, son intorno ai 150 ma ci sta nella foga del T1, adesso vediamo di gestire tanto è tutta pianur....ops! una salitona mega mi toglie il fiato, tutti rallentano, sembra di iniziare il grappa! ma che c...?
beh dai ci sta, in 40 km uno strappetto cosa vuoi che sia, mi ha solo distrutto i quadricipiti e fatto andare il cuore a 172 ma tanto io son qua per divertirmi...proseguiamo.
sembra che la strada spiani quando improvvisamente: un altro muro. eh no allora ditelo, questa è proprio una granfondo... vabbé dai recuperiamo dopo in discesa...
e così continua per tutti i 40 km, un percorso a dir poco ondulato che spezza in continuazione il ritmo, fortunatamente nei pochi tratti piani riesco ad agganciare qualche gruppone da 50 ciclisti (il bello delle gare con 2000 iscritti...) e tenere medie assurde... tutti minuti guadagnati.
siamo più o meno a metà, e il percorso si inoltra in territorio ostile, paesini con vicoli stretti, chicane e inversioni...accidenti qui la cosa si fa seria... ci sono un sacco di persone ai bordi a fare il tifo, e molti dell'organizzazione che fanno segno di rallentare... eppure poi ste curve sono abbastanza larghe, ormai non ci faccio più caso, vado tranquillo...
stiamo per svoltare su una stradina secondaria, la quale è comunque divisa da un'aiuola spartitraffico piena di sassi.
gli organizzatori fanno segno di introdursi prima dell'aiuola, e tutti a frenare; io me ne frego e resto sui 40 all'ora (credo), imposto la curva ma poi mi rendo conto che effettivamente è troppo stretta, cristo l'aiuola mi viene incontro minacciosa, pianto i freni che fischia la ruota dietro ma non ce la faccio, sono quasi addosso al cordolo, tutto piegato col ginocchio che sfiora l'asfalto, sento donne gridare vedendomi già a terra, ma NO CAZZO! non posso schiantarmi così come un pirletti qualsiasi!
raddrizzo la bici, punto dritto all'aiuola, il cordolo è alto una spanna, se lo prendo pieno sicuramente mi capovolgo, allora aspetto l'ultimo centimetro e con uno strappo di braccia e gambe TIRO SU LA BICI e la faccio volare dentro all'aiuola, atterro sui sassi e non so come (culo daniel, solo culo...) la tengo dritta quei pochi metri che bastano per uscire dall'altra parte, la tiro su di nuovo e atterro sull'asfalto, sento un OOOOOHHHHHH del pubblico e mi ricongiungo al gruppo, e un atleta dietro di me che mi fa "ammazza questa sì che era forte!!!" e io non rispondo neanche, mi sono praticamente cagato addosso...
dopo questo numero da circo mi calmo un po', gestisco la corsa in base al battito cercando di non superare i 162/164 bpm, le cose filano lisce fino alla zona cambio.
qui c'è un problema: sarà la stanchezza, sarà il caldo, ma non riesco a trovare il mio numero sulla rastrelliera; cerca cerca, non c'è. ma dove l'hanno spostato? per fortuna mi raggiunge una giudice comprensiva e mi dice che sono entrato dal lato sbagliato, quindi devo fare tutto il giro...lato sbagliato??? perché ce ne sono due? ah beh allora...pensa te.
parto di corsa e subito vedo la Teresa a bordo strada, la saluto e vengo ricambiato, questo per me vale come tre chili di doping, parto tranquillo a 158 bpm, ma nelle gambe sento che il ritmo è quello del fondo medio, sicuramente ci sono battiti in più per via della gara e anche della stanchezza per le prime due frazioni, comunque sono tranquillo e gestisco i 10 km in scioltezza, arrivo al traguardo ancora fresco, potevo tirare di più ma volevo essere sicuro di arrivare, cazzo la prima gara finita dopo 629 giorni!!!
Che dire, gara fantastica e in una cornice esaltante, una grande festa per tutti, con un popolo del triathlon che è difficile trovare in manifestazioni non pallinate, quindi grande soddisfazione; l'organizzazione perfetta a parte il percorso bici che effettivamente è un po' troppo tecnico se rapportato alla quantità di gente che deve transitarvi assieme, comunque alla fine mi è andata anche bene, potevo rompermi parecchie ossa...
Teresa si è divertita un sacco e ha anche fatto il bagno nel lago in slip, perché non avevamo portato il costume, i miei se la sono passata bene, tutto ok insomma. Torno a casa felice e questo è l'importante.
(*) Odissei nel senso di tanti Ulisse
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