è già una settimana che le previsioni danno temporali e pioggia, quindi non sono molto sereno neanch'io, e ho un solo desiderio: che la frazione nuoto venga annullata, magari trasformando la gara in un duathlon.
parto comunque con la macchina, e quando arrivo dopo un'oretta vedo che effettivamente il mio desiderio si è avverato: non mi sembra vero, posso star tranquillo coi piedi sulla terraferma. effettivamente piove e tira un bel venticello, clima molto fresco, l'ideale per la corsa.
è il mio primo duathlon, sono un po' incerto nei preparativi e in zona cambio guardo cosa fanno gli altri, qualche dubbio su dove mettere il casco e poi decido di uscire; non presto molta attenzione alla bici e questo mi penalizzerà dopo.
si parte; metto l'orologio sul passo al km e mi concentro per riuscire a fare la prima frazione, 2,5 km, tutta a 4:30 al km. è una velocità che per molti rappresenta un medio, ma per me sarebbe un grande traguardo.
tengo duro all'inizio, perché sarei tentato di rallentare, ma poi riesco a non pensare allo sforzo e concentrarmi sul respiro e sulla falcata.
guardo l'orologio e ho già fatto un km e mezzo, tutto a 4:30, sono molto soddisfatto e sento che ce la posso fare, posso arrivare al T1 se solo mi impegno al massimo.
guardo un'altra volta l'orologio e segna già 2,8 km, e siamo ancora distanti dalla zona cambio, forse hanno calcolato male le distanze, ma ormai ce la faccio, ci siamo quasi. alla fine saranno più di tre km, ma non importa, sono riuscito a tenere il ritmo che mi ero impostato fino alla fine della frazione.
in zona cambio perdo un sacco di tempo; ci fanno entrare dal lato in cui non ci sono i numeri delle file di bici, e sbaglio fila; poi prendo la bici dalla rastrelliera e subito il pedale sinistro perde l'elastico e mi manda a remengo la partenza coi pedali attaccati. corro lo stesso fino all'uscita e faccio per salire, ma un giudice mi fa scendere perché mancava ancora un metro; vabbé.
infine, tanto per farle tutte storte, scopro che la catena è caduta. è successo prima che la portassi in zona cambio? forse. è successo quando l'ho tolta dalla rastrelliera? boh. fatto sta che mi fa perdere alcuni secondi, quelli necessari per prendere il gruppo che esce, e così mi ritrovo da solo, e poco dopo arrivano i lentoni, a cui mi accoderò in mancanza di meglio.
si viaggia piano, il cardio mi segna 155 battiti, è un po' poco da tenere in gara, allora provo un'accelerazione per tentare di acchiappare il gruppone, ma viaggiano troppo veloci e sono troppo distanti, faccio un paio di km sui 165 bpm e so che non va bene, così scoppio e non riesco più a correre dopo, allora rallento e mi faccio riprendere dai soliti lentoni, con cui proseguo e finisco la seconda frazione.
il t2 lo faccio abbastanza in fretta, e parto per l'ultima frazione. è già un pezzettino che pioviggina e adesso si fa più intensa, c'è un bel vento freddo e io sento di poter fare bene. non sento nessuno dei dolori e fastidi che di solito mi vengono quando inizio a correre dopo la bici, metto l'orologio come prima, sul passo, e decido che voglio fare anche tutti questi 5 km a 4:30/km.
tenendo conto di tutte le gare di triathlon che ho fatto, so che è un'utopia, ma questa è una gara corta, e io una settimana fa ho fatto un olimpico, vediamo se è servito a qualcosa.
il primo km è tanto difficile, faccio tanta fatica a correre così veloce dopo la prima frazione, ma poi ancora una volta mi concentro sulla respirazione e sul passo. inoltre, la pioggia adesso è diventata un'acquazzone e peggiora sempre di più, lo slalom fra le pozzanghere non è più possibile, sembra di nuotare, ma il freddo mi dà una carica pazzesca, sento che posso andare via come un treno (rispetto al solito).
guardo l'orologio e sono a metà, ce la posso fare, posso veramente tenere questo ritmo. inizio a superare alcuni atleti, in corsa non mi era mai successo.
sento il tuono in lontananza, arriva una bufera di acqua che mi si schianta su testa e spalle, vai così, sono fresco come una rosa.
l'orologio dice che ci siamo quasi, altri cinquecento metri. inizio ad accelerare, ma non sono io che voglio, sono le gambe che sentono l'arrivo, adesso sto andando forte, vedo l'arco, mi avvicino sempre di più, sempre più veloce, gli ultimi cento metri sono quasi una volata, da solo, contro me stesso, contro quei dolori e fastidi che stavolta sono riuscito a tenere lontani.
ecco, sono arrivato. non sono stanco, solo dieci secondi per recuperare il fiato. posso già chiacchierare con un compagno di squadra, sono completamente zuppo, body scarpe e visiera, e ancora piove, e mi sento tranquillo, nessuna sensazione sgradevole. la migliore frazione di corsa da quando faccio triathlon.
non avrei mai creduto di poter scriverlo: ho corso alla velocità che mi ero prefissato, non solo nella terza frazione, ma anche nella prima. sette km e mezzo a un passo che neanche in allenamento ero mai riuscito a tenere per una distanza così lunga.
la bici non è andata molto bene, quel gruppo viaggiava troppo lentamente, d'altronde l'alternativa era distruggersi sui pedali e non avere più benzina. ho fatto una scelta, e anche se in classifica sono arrivato sempre tra gli ultimi, ho comunque avuto la soddisfazione di correre più forte rispetto a qualsiasi altra volta.
che dire, una delle gare più belle, anche se non proprio di triathlon, sono veramente contento e sento che posso fare anche meglio di così.
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