Sono passati tre anni dall'ultima volta che sono stato a Bardolino, e poco meno dall'ultima gara (con grossi problemi).
arrivo con tutte le buone intenzioni, e cerco di rispettare una scaletta che mi ero preparato, che comprende un caffé al bar, una sosta al bagno, una corsetta leggera di ricognizione, e infine una borraccia con proteine e maltodestrine.
fin qui, tutto bene.
si avvicina il momento della partenza, allora metto la muta e mi faccio un paio di nuotatine nelle fresche acque del lago. tutto ok, nessun problema. gli occhialini nuovi vanno molto bene.
sono molto tranquillo e rilassato, va tutto bene, quindi mi metto in batteria e aspetto la sirena.
si parte.
comincio a nuotare, tutto ok, nessun problema, in questa decima batteria siamo tutti abbastanza lenti, quindi me la prendo con calma e macino bracciate al mio ritmo tranquillo.
e poi....comincia l'inferno.
siamo a credo cento metri dalla banchina, praticamente non mi sono ancora scaldato per bene e sento qualcosa di strano, un qualcosa all'altezza dello sterno che mi comprime quando respiro, un blocco forse. blocco di stomaco? boh. fatto sta che in queste condizioni faccio una gran fatica a respirare.
non riesco a tenere la testa sotto, devo per forza rallentare fino quasi a fermarmi.
è la muta che mi stringe troppo? sinceramente non lo so, forse sì o forse no, magari se apro un po' la zip dietro allevio questa compressione, ma stare a galla e aprire la zip è sostanzialmente impossibile. sto a galla e mi guardo intorno, rapidamente mi sorpassano anche gli ultimi della mia batteria, e vedo in lontananza arrivare i primi dell'undicesima.
che faccio?
da qui in poi succedono alcune cose che non posso raccontare qui, diciamo che in qualche modo mi riprendo, comunque in pratica riprendo a nuotare con calma e mi accodo all'ultima batteria, e arrivo con calma fino alla fine.
salgo in bici e cerco di recuperare il tempo perso nella prima frazione, in pratica la gamba c'è eccome, spingo a bestia e vado come il vento. poi a metà sento delle fitte a destra forse il fegato, mi preoccupo di non riuscire poi a correre, quindi faccio la seconda metà della bici conservando un po' le energie.
appena inizio a correre la fitta si fa insistente, e mi accompagnerà fino alla fine. sono così costretto ad andare pianino, e preso da tutti questi problemi canno completamente il bivio per il secondo giro, arrivo al traguardo dopo cinque km senza rendermene conto, devo chiedere alla giudice fitri cosa fare, lei mi dice di tornare indietro, allora torno, prendo la giusta direzione e mi faccio altri cinque km, più ottocento metri per nulla, finisco distrutto e mi sta bene, dovevo stare più attento.
ecco, questa è la cronaca. a leggere sembra che sia andata di merda. e in effetti, da un punto di vista puramente classificistico, è andata abbastanza di merda; 1117° su poco più di 1700 classificati.
quello che non si legge, e che per me è la cosa più importante, è che io la gara l'ho finita.
sì lo so, non era un iron man, e neanche un mezzo iron, però era comunque la prima gara dopo quasi tre anni, dopo tante vicissitudini, non ultimo l'incidente al ginocchio che mi aveva impedito di gareggiare l'anno scorso, quindi l'importante era finirla, dimostrare a me stesso che ero ritornato abbastanza in forma da tagliare il traguardo di un olimpico.
e poi, sinceramente, c'è un'altra considerazione da fare. il problema in acqua, e ancora di più quello nella corsa, sono stati degli ostacoli veramente tosti, ma io ho mantenuto la calma e sono riuscito a concentrarmi fino a finire il tutto. e questa, lasciatemelo dire, per me è una grande soddisfazione.
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